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Il rischio per la salute delle persone

L’aria che respiriamo provoca dei danni alla nostra salute. Lo sappiamo ormai con certezza. Dovremmo respirare il più possibile aria non inquinata. Ma in un’epoca come la nostra risulta quasi impossibile. L’inquinamento atmosferico, a livelli insostenibili ormai da tempo, è sotto gli occhi di ognuno di noi.

Ogni anno, l'inquinamento atmosferico è causa di morte prematura per un numero di persone che oscilla tra 5,5 e 7 milioni. E' un fattore più letale dell'HIV, degli incidenti stradali e del diabete messi insieme. In Europa, ad esempio, l'inquinamento atmosferico riduce la speranza di vita media di quasi un anno. In tutto il mondo, oltre l'80% delle persone che vivono nelle aree urbane respira aria che supera i limiti di inquinamento consigliati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Il particolato è il principale fattore di rischio per la salute. Secondo l'OMS, in tutto il mondo il particolato provoca circa 800.000 morti premature ogni anno, diventando così la tredicesima causa di morte a livello globale.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha da tempo stabilito che esistono prove sufficienti della cancerogenicità dell’inquinamento dell'aria e che l’esposizione al particolato atmosferico è causa di cancro al polmone.

E in Italia la situazione non è certamente migliore. Il progetto VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, con la collaborazione di Università e centri di ricerca, ha dimostrato come l’inquinamento atmosferico sia responsabile ogni anno in Italia di circa 30mila decessi solo per il particolato fine (PM 2.5), pari al 7% di tutte le morti.

Nel nostro Paese è la Pianura Padana la Regina incontrastata del maggior inquinamento, a causa della sua naturale conformazione e della maggiore concentrazione di grandi città, ma il fenomeno coinvolge tutta la penisola, anche le tradizionalmente zone considerate “più salubri”.

pericolo reale inquinamento
Fonte Immagine OMS.

Generalmente si pensa che l’inquinamento dell’aria sia un fenomeno tipico dell’ambiente esterno e che all’interno degli edifici la situazione sia sostanzialmente migliore. I dati scientifici raccolti negli ultimi trent’anni smentiscono tale convinzione.

A metà degli anni ’80, l'EPA (Environmental Protection Agency), l’Agenzia di Protezione Ambientale statunitense, fu la prima agenzia governativa a prendere in considerazione il rapporto intercorrente tra Inquinamento Esterno (Outdoor) e Inquinamento Interno (Indoor).

Nel 1985 lo studio "Total Exposure Methodology Assessment Study" (TEAM, Volumi I-IV) rilevò livelli di circa una dozzina di inquinanti organici comuni da 2 a 5 volte più alti nelle case rispetto a quelli esterni, indipendentemente dal fatto che le case erano situate in zone rurali o altamente industriali. Lo studio TEAM indicò che mentre le persone utilizzavano prodotti contenenti sostanze chimiche organiche, potevano esporre se stesse a livelli di inquinanti molto elevati e che alte concentrazioni di tali inquinanti potevano persistere nell'aria per molto tempo.

Nel 1998, attraverso IEMB (Indoor Environment Management Branch), sempre l'EPA confrontò in modo più sistematico il livello di concentrazione/esposizione a numerosi inquinanti dell’aria registrato in ambiente indoor con il livello registrato in ambiente outdoor. L'analisi dei dati confermò che le concentrazioni indoor riscontrate erano generalmente da 1 a 5 volte maggiori a quelle outdoor e che l'esposizione indoor era da 10 a 50 volte superiore all'esposizione outdoor.

In un successivo studio del 2003, effettuando un controllo su 175 abitazioni in sei diverse aree urbane degli Stati Uniti, sempre l’EPA arrivò ad una serie di dati molto preoccupanti, riassunti dalla tabella seguente:

tabella sostanza chimiche
Fonte Immagine EPA.

In Europa un vasto progetto di ricerca denominato OfficAir Project, finalizzato alla riduzione degli effetti sulla salute dall’esposizione a più di 30 inquinanti dell’aria indoor, ha preso in esame circa 200 edifici moderni adibiti ad uso ufficio, almeno 20 per ognuno degli otto Paesi coinvolti (Italia, Francia, Finlandia, Olanda, Ungheria, Grecia, Spagna e Portogallo). Nel nostro Paese il progetto di ricerca è stato affidato al CNR (Centro Nazionale Ricerche).

Per la ricerca sono stati selezionati Paesi rappresentativi delle diverse condizioni geografiche e meteorologiche europee e, per ottenere maggiore uniformità, sono stati scelti ambienti fortemente standardizzati, con le stesse caratteristiche ambientali (dai sistemi di climatizzazione alla ventilazione meccanica dell’aria e l’illuminazione artificiale).

I risultati della ricerca hanno dimostrato come i livelli di inquinanti “indoor” fossero sempre superiori rispetto a quelli dell’aria esterna. In particolare, nella maggior parte degli edifici esaminati sono stati riscontrati livelli di inquinamento da formaldeide, benzene e terpeni, in quantità di gran lunga superiori ai livelli soglia.

Poiché nelle società dei Paesi sviluppati la popolazione passa una parte rilevante del proprio tempo (più del 75%) all’interno di edifici o in altri luoghi confinati, è chiaro capire perché il fenomeno dell’inquinamento indoor è diventato di primaria importanza nell’ottica di una effettiva tutela della salute umana.

Inoltre, va anche considerato il fatto che le persone esposte agli inquinanti dell'aria indoor per periodi di tempo più lunghi, sono spesso anche quelle più sensibili agli effetti di tale inquinamento. Tali gruppi comprendono i bambini, gli anziani e i malati cronici, in particolare quelli che soffrono di malattie respiratorie o cardiovascolari.

Gli impianti di trattamento aria possono essere una delle principali cause di Inquinamento Indoor, perché con il passare del tempo, per la loro stessa struttura e funzione, subiscono possibili fenomeni di Sbilanciamento e fisiologici fenomeni di Contaminazione.

I fenomeni di Malfunzionamento, che derivano da un default tecnico a causa del quale non riesce più a svolgere le funzioni per le quali è stato progettatoricomprendono tutta una serie di fenomeni che hanno un impatto certamente negativo sulla salute umana e tra i quali vanno ad esempio ricordati: 

  • Danneggiamento delle sezioni filtranti; 
  • Errata regolazione di temperatura e umidità relativa; 
  • Scorretto rapporto di ricircolo aria, con eccessivi livelli di CO2. 
  • Sbilanciamento aeraulico, con portate d’aria eccessive o insufficienti. 

Qualunque sia la causa da cui deriva, la conseguenza del Malfunzionamento impiantistico è sempre un peggioramento dei parametri ambientali dal punto di vista fisico, chimico e microbiologico. 

tabella sostanza chimiche

Il problema della Contaminazione, invece, è probabilmente quello più noto. Tuttavia per molti responsabili aziendali non è chiaro a che livelli di pericolosità può arrivare questo problema.

La contaminazione a sua volta può essere di due tipi: chimica e microbiologica.

La contaminazione chimica è classicamente dovuta all’accumulo negli apparati di particelle inquinanti provenienti dall’esterno (attraverso la presa d’aria esterna) e dall’interno dell’edificio (attraverso il circuito di ricircolo ove presente).

La contaminazione microbiologica invece è più articolata, con agenti patogeni di vari tipi e quindi con vari livelli di pericolosità e di resistenza alla disinfezione, che possono portare problemi di salute anche letali.

La contaminazione microbiologica è data dalla proliferazione all’interno degli apparati di microrganismi quali batteri, virus, muffe e lieviti.

In particolare, i principali agenti microbiologici rilevati negli impianti aeraulici sono:

Batteri: Staphylococcus Aureus, Pseudomonas Aeruginosa, Legionella Pneumophila, Legionella Gormani.

Virus: Rhinovirus, Virus influenzali A e B, Virus parainfluenzali, Coronavirus, Adenovirus.

Miceti: Aspergillus, Cladosporium, Penicillium, Paecylomyces, Cephalosporium, Fusarium, Streptomyces, Tricoderma.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a conclusione di una serie di studi realizzati negli ultimi vent’anni, ha dimostrato come le contaminazioni chimico-biologiche derivanti da mancata o errata gestione igienica degli impianti di trattamento aria, siano una delle principali cause di vari tipi di patologie, tra le quali vanno certamente annoverate:

  • Sick Building Syndrome (SBS - Sindrome dell'Edificio Malsano), che non è imputabile ad un agente eziologico individuabile e che presenta sintomi vari e non specifici, quali astenia, cefalea, tosse, senso di costrizione toracica, irritazione delle mucose e della cute, bruciore ed arrossamento degli occhi, malessere diffuso. Tale sintomatologia si manifesta in un’alta percentuale dei soggetti esposti ed è cronologicamente associata all’attività lavorativa, poiché spesso si attenua o si risolve con l’allontanamento dall’ambiente malsano;
  • Le Building Related Illness (BRI - Malattie correlate agli edifici) ovvero quelle patologie causate da batteri, miceti, virus e quelle derivanti da polveri e contaminanti chimici. Tali patologie, assai più gravi della precedente, presentano un quadro clinico generalmente uniforme, una eziologia ben identificata, segni clinici e di laboratorio definiti, recupero prolungato nonostante l’allontanamento dall’edificio e la necessità di rimuovere l’agente contaminante al fine di ottenere la guarigione del paziente. Tali patologie si presentano con una bassa prevalenza tra gli occupanti dell'edificio. A questo gruppo di patologie sono ad esempio riconducibili:
    • Sindromi Infettive: la “Sindrome del Legionario” (o Legionellosi), la “Febbre di Pontiac”, Sindromi Influenzali, Tubercolosi;
    • Sindromi Allergiche: l’Alveolite Allergica Estrinseca, l’Asma Bronchiale, Dermatiti, Riniti, Orticaria da Contatto;
    • Sindromi Immunologiche: Polmonite da Ipersensibilità, “Febbre dell’Umidificatore”.

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