Il rischio di sanzioni e cause legali

Le normative vigenti impongono una corretta gestione igienica degli impianti di trattamento aria. Disattenderle può creare seri problemi dal punto di vista legale. Con Alisea sei sicuro di rispettarle tutte, oggi e domani. È la nostra specializzazione.

Con la promulgazione del Decreto Legislativo n° 81/2008 in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il problema della corretta igiene degli impianti di trattamento aria è stato considerato in modo più attento ed efficace. Nell’Allegato IV del Decreto, intitolato “Requisiti dei luoghi di lavoro”, al comma 1.9.1, dedicato all’aerazione dei luoghi chiusi, si prevede infatti testualmente:

1.9.1.4 Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.

1.9.1.5 Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.

Entrambe tali disposizioni ricevono carattere di obbligatorietà dall’art. 63 dello stesso Decreto 81/2008, che stabilisce al suo comma 1°: “I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’Allegato IV”.

È poi il successivo articolo 64 comma 1° lett. a) del Decreto a precisare che colui che ha la responsabilità di provvedere che ciò avvenga è il Datore di lavoro. La successiva lett. d) dello stesso comma impone altresì che “i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate”.

Se invece il Datore di Lavoro e il Dirigente non provvedono a far rispettare tali disposizioni, ai sensi del successivo art. 68 comma 1° lett. b) sono puniti con sanzioni di tipo penale (arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096,00 a 5.260,80 euro).

Oltre alle possibili sanzioni derivanti dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, bisogna considerare anche altri due profili di rischio legati ad una patologia contratta a causa della contaminazione degli impianti di trattamento aria.

Il primo è il profilo civilistico legato alla possibile azione di risarcimento per danno biologico (ex art. 2043 cod. civ.) e per danno morale (ex art. 2059 cod. civ.).

In aggiunta alle norme speciali sopra descritte va ricordato che il nostro ordinamento, in ogni caso, impone all’imprenditore (art. 2087 c.c.) di “adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”: la violazione di tale norma comporta a carico del datore di lavoro l’obbligo di risarcire il danno cagionato a causa della sua omissione.

Inoltre, in via ancor più generale, va ricordato che l’art. 2043 c.c. stabilisce che “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Dunque, il lavoratore danneggiato potrebbe chiedere al datore di lavoro, per la violazione degli articoli appena menzionati, il risarcimento per un duplice tipo di danno:

  • Danno biologico: è una voce di danno necessariamente presente in tutti i casi di danno alla persona, intendendosi per danno biologico qualsiasi alterazione permanente o temporanea dello stato di salute della persona; alterazione che gli impedisce di godere della vita nella medesima misura in cui ne godeva prima dell’evento lesivo.
  • Danno morale: rappresenta il risarcimento per tutte le sofferenze fisiche e psichiche cagionate da un fatto illecito: quindi, tutte le ansie, angoscia, stati di afflizione e patemi d’animo conseguenza immediata e diretta delle lesioni subite.

Il secondo è il profilo penalistico derivante dall’integrazione di alcune fattispecie di reato colposo, come ad esempio quella prevista dall’art. 452 cod. pen. (Delitti colposi contro la salute pubblica), dall’art. 590 cod. pen. (Lesioni personali colpose) e dall’art. 589 cod. pen. (Omicidio colposo).

Non può infatti escludersi l’eventualità che vengano intraprese azioni penali ordinarie per punire l’omissione da parte dei datori di lavoro per i reati di cui agli artt. 452 e/o 590 e/o 589 cod. pen. a seconda del tipo di bene leso nel caso specifico. Già negli anni ottanta, del resto, la Corte di Cassazione venne chiamata a decidere un caso di omicidio e lesioni personali colpose per mancata adozione di impianti efficienti (Cass. Penale, sez. IV, 8 maggio 1981).

L’unico modo di prevenire le sanzioni e le cause legali descritte nei paragrafi precedenti, è conoscere e saper applicare le norme tecniche, in modo da poter dimostrare in ogni momento di aver mantenuto un comportamento diligente, da “buon padre di famiglia”, per usare l’espressione tipica del nostro codice civile.

Sono le norme tecniche, infatti, che indicano quando un impianto di trattamento aria è in uno stato igienico soddisfacente. Sono sempre loro che specificano come e quando effettuare i controlli necessari. E cosa fare in caso di necessità.

Le norme tecniche oggi vigenti sono numerose e provengono da fonti internazionali, europee, nazionali e regionali. Un bel labirinto di leggi e regolamenti che governano gli standard di funzionamento e le responsabilità del proprietario dell'impianto aria. È pertanto fondamentale che chi si occupa dell'igiene del tuo impianto aria sappia leggere, interpretare e rispettare le norme. Noi lo sappiamo fare e per questo possiamo darti la nostra Garanzia Legale sugli impianti (esclusiva Alisea).

Per tua comodità ti presentiamo in questa sezione una panoramica delle diverse normative che regolano la materia, in modo che tu possa valutare la complessità in cui deve essere in grado di operare chi si occupa dell'igiene del tuo impianto.

Alisea garantisce che l'intervento sul vostro impianto aria rispetti la normativa europea:

  • UNI EN 15780:2011 “Pulizia dei sistemi di ventilazione”.
  • UNI EN 12097:2007 “Rete delle condotte: requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte”.

Gli interventi di igienizzazione Alisea sono sempre effettuati nel totale rispetto della normativa nazionale (in tutte le sue complessità):

  • Linee-Guida per la Prevenzione ed il Controllo della Legionellosi, adottate il 4 Aprile 2000.
  • Linee-Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati, adottate il 27 Settembre 2001.
  • Linee-Guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali, adottate il 13 Gennaio 2005.
  • Schema di Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione, adottato il 5 Ottobre 2006.
  • Procedura Operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria, adottata il 7 Febbraio 2013.
  • Linee Guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, adottate il 7 maggio 2015.

Un'ulteriore complessità normativa è data dalle norme regionali concorrenti a quelle nazionali:

  • Legge Regione Liguria 2 Luglio 2002 n. 24 con il relativo Decreto di Attuazione del 14 Maggio 2003;
  • Legge Regione Lombardia 30 Dicembre 2009 n. 33 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di Sanità) e il relativo Decreto della Direzione Generale della Sanità 24 Febbraio 2009 n. 1751.
  • Legge Regione Molise 13 Luglio 2011 n. 15 (Norme per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive).

Sono emanate per dare una completa regolamentazione tecnica e procedurale alla materia in questione:

  • NADCA (National Air Duct Cleaners Association) – ACR 2013 “Assessment, Cleaning and Restoration of HVAC Systems”.
  • AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici) – “Protocollo Operativo per l’ispezione e la sanificazione degli impianti aeraulici” - 1.0 di Maggio 2018.
  • ASHRAE (American Society of Heating, Refrigeration and Air Conditioning) - STD 62.1-2004 and Addenda “Ventilation for Acceptable Indoor Air Quality”.

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