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I virus possono penetrare negli impianti dell’aria, attraverso il circuito di ricircolo, oppure a causa di fenomeni di cross contamination.

Il cattivo stato igienico degli impianti di trattamento aria provoca un incremento delle polveri sottili negli ambienti indoor e aggrava il problema costituito dal fatto che tali polveri sono in grado di veicolare e amplificare la diffusione del virus.

Un recente e apprezzabilissimo studio della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima) e delle Università di Bologna e di Bari (disponibile in allegato a questo articolo), rileva una correlazione positiva tra le elevate concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2,5) in Pianura Padana nel mese di febbraio e l’incidenza dei casi infetti da COVID-19. Anche se lo studio per ora non ha fornito risultati certi e verificati, le molte evidenze raccolte sembrano suggerire come il particolato atmosferico agisca da “vettore”, ovvero sia in grado di trasportare molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus, i quali possono rimanere nell’aria in condizioni vitali per ore, o addirittura giorni.

https://www.expoclima.net/focus/associazioni/inquinamento_indoor_e_covid19_un_analisi_sul_ruolo_dei_sistemi_aeraulici.htm

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