Il primo pilastro: il Sistema Integrato di Valutazione, Gestione e Comunicazione del rischio aeraulico

Se si vuole gestire efficacemente un rischio, non è possibile fare a meno di una sua valutazione completa e preliminare.

La prima fase del nostro iter procedurale, pertanto, è proprio quella in cui si valuta il rischio aeraulico (definibile come il rischio associato all’utilizzo degli impianti di trattamento aria) nelle sue due componenti: il rischio di malfunzionamento impiantistico e il rischio di contaminazione chimico-fisico-microbiologica.

Questa prima fase è composta da tre diverse attività consecutive:

A - IL SOPRALLUOGO

Comprende le attività che devono essere svolte attraverso il dialogo e l’interazione con i responsabili della gestione degli impianti e dei locali interessati.

È una fase preliminare strettamente necessaria, che consente di determinare contenuti, modalità e tempistiche della successiva fase di Ispezione Tecnica Preliminare e Valutazione del Rischio.

B - L’ISPEZIONE TECNICA PRELIMINARE DEGLI IMPIANTI

E’ composta da due diverse tipologie di attività, che servono a comprendere se gli impianti esaminati funzionano correttamente e se si trovano in uno stato igienico soddisfacente:

  1. Le operazioni di ANALISI TECNICO-IMPIANTISTICA, finalizzate a determinare l’esatta struttura degli impianti, la loro integrità e il loro stato di funzionamento.
  2. Le operazioni di ANALISI IGIENICA, finalizzate a comprendere se all’interno degli impianti vi siano contaminazioni di natura chimico, fisica o microbiologica.

C - LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO AERAULICO E DEL RELATIVO PIANO DI GESTIONE.

Tutti i dati acquisiti durante l’Ispezione Tecnica Preliminare, devono essere analizzati e interpretati per determinare il livello di rischio e le criticità presentate da ciascun impianto.

La fase di valutazione culmina pertanto con la redazione dell’apposito DVR (Documento di Valutazione del Rischio) Aeraulico, strumento imprescindibile per poter implementare un efficace sistema di gestione e mitigazione dei rischi.

Il cuore del sistema è costituito da tre elementi fondamentali:

  • l’attività analitica di tecnici esperti, muniti della qualifica di NADCA CVI (Certified Ventilation Inspector), in grado di effettuare un’approfondita Ispezione Tecnica Preliminare degli impianti volta ad analizzare e interpretare più di 65 fattori di rischio derivanti dagli impianti presi in considerazione;
  • una serie di algoritmi di proprietà Alisea, studiati e testati per più anni, che consentono di valutare la rilevanza non solo dei singoli fattori di rischio, ma anche della loro reciproca interazione;
  • un software specifico per il calcolo degli indici di rischio, basato sulla Fuzzy Logic e sviluppato in collaborazione con la Facoltà di ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Pavia.

L’applicazione di questa tecnologia consente di determinare con certezza le criticità presentate dagli impianti e di attribuire a ciascuno di essi uno specifico Indice di Rischio, standardizzato e confrontabile con quello derivante dagli altri, rappresentato su una scala graduata.

In relazione ai risultati dell’analisi eseguita e all’indice di rischio determinato sarà progettato un idoneo Piano di Gestione, comprendente tutte le operazioni necessarie a risolvere le criticità emerse e a tenere sotto sorveglianza gli impianti.

Una volta che sono stati individuati e valutati i fattori di rischio, considerati singolarmente e nella loro reciproca interazione, è possibile progettare e porre in opera un corretto Sistema di Gestione dei rischi derivanti dall’esercizio degli impianti di trattamento aria.

Il Sistema di Gestione Alisea è composto da tre diversi tipi di attività, che vengono poste in essere in caso di necessità:

A - LE AZIONI CORRETTIVE DI RIPARAZIONE E MANUTENZIONE

Le prime azioni da intraprendere, se l’Ispezione Tecnica preliminare eseguita durante la Fase di Valutazione del Rischio ne ha evidenziato la necessità, sono quelle di riparazione, modifica o manutenzione impiantistica.

Infatti, in presenza di un deficit strutturale dell’impianto, qualsiasi azione correttiva di natura igienica si possa intraprendere vedrà fortemente limitata la propria efficacia. In questi casi, sanificare l’impianto senza risolvere i problemi che stanno a monte equivale a buttare via il denaro.

Nel Documento di Valutazione del Rischio Alisea indica chiaramente quali sono le azioni correttive di questo tipo da intraprendere e i risultati da ottenere. Alisea però non si occupa direttamente dell’esecuzione di tali operazioni, anche se può coadiuvare la committenza nella scelta del fornitore e procedere alla verifica della documentazione rilasciata al termine degli interventi. In più di vent’anni siamo sempre stati fedeli alla nostra scelta di mantenere un alto grado di specializzazione in un ambito ben delimitato: siamo igienisti aeraulici e da sempre gestiamo unicamente l’igiene degli impianti di trattamento aria, non ci siamo mai dedicati alla loro installazione, riparazione o manutenzione.

B – LE AZIONI CORRETTIVE DI PULIZIA E DISINFEZIONE

Sempre sulla base delle evidenze raccolte durante la precedente Ispezione Tecnica Preliminare, devono poi essere poste in essere le attività di pulizia e disinfezione (l’insieme delle quali viene definita “sanificazione”) di tutti gli elementi del sistema risultati in cattive condizioni igieniche, adottando le metodologie (certificate NADCA) più appropriate al caso ed all'indice di contaminazione presentato dall'installazione.

Le operazioni di pulizia e disinfezione devono riguardare l’impianto in ogni sua parte. L’intervento deve interessare tutti gli apparati presenti, dalla presa dell’aria esterna fino all’ultimo terminale, considerando sia le condotte di mandata sia quelle di ricircolo. La disinfezione dell’impianto può essere svolta solamente dopo l’avvenuta pulizia meccanica dell’intero sistema.

In particolare, in questa fase devono essere eseguite le seguenti attività:

  • Pulizia e disinfezione totale delle unità di trattamento aria e delle eventuali unità fan-coils.
  • Restauro conservativo di tutte quelle unità di trattamento aria e unità fan-coils, per le quali un un normale intervento di pulizia e disinfezione non basta. Con questo innovativo servizio di Alisea, gli apparati vengono totalmente restaurati, riportando le loro condizioni ad uno stato d’utilizzo simile a quello originario.
  • Pulizia e disinfezione totale delle superfici interne alle condotte aerauliche, dei componenti di linea (serrande, batterie di post-riscaldamento, ecc.) e degli elementi terminali (anemostati, griglie, ecc.).
  • Ispezione tecnica conclusiva, attestazione dei risultati conseguiti e conseguente Certificazione dell’idoneità igienico-sanitaria dell’impianto.

Le operazioni di Sanificazione dovranno essere eseguite da soggetti adeguatamente formati e in possesso della qualifica NADCA ASCS (Air System Cleaning Specialist), sotto la supervisione e direzione di un soggetto munito del grado di accreditamento superiore NADCA (CVI – Certified Ventilation Inspector).

Al termine delle operazioni di sanificazione dovrà essere svolta un’Ispezione Tecnica Conclusiva, durante la quale andranno ripetute le operazioni di analisi igienica svolte in sede di Ispezione Tecnica Preliminare, al fine di comprendere se all’interno degli impianti siano state del tutto eliminate, o invece permangano, contaminazioni di natura chimico, fisica o microbiologica.

Le evidenze raccolte durante l’Ispezione Tecnica Conclusiva svolta al termine delle operazioni di sanificazione, devono confluire in un Rapporto Tecnico di Sanificazione che andrà allegato al Documento di valutazione del Rischio Aeraulico, come prova dell’esecuzione e dei risultati delle attività previste dal Piano di Gestione.

L’obiettivo di questa documentazione è quello di fornire la prova dell’esecuzione delle operazioni di bonifica e dell’ottenimento dei risultati attesi in ordine alla rimozione della contaminazione e al ripristino di un adeguato stato igienico all’interno degli impianti.

C – LE ATTIVITÀ ISPETTIVE DI SORVEGLIANZA PERIODICA

Una volta risolte anche tutte le problematiche di natura igienica, occorre instaurare un idoneo Sistema di Sorveglianza Periodica, che nel tempo consenta di tenere sotto controllo la contaminazione degli impianti.

La ratio di questa fase operativa, che deriva dalla normativa vigente, è quello di riuscire a comprendere quale sia il tempo di recidiva della contaminazione all’interno degli impianti.

Sono due gli adempimenti che, alternativamente, devono essere svolti ogni dodici mesi: l’Ispezione Tecnica di Sorveglianza e l’Ispezione Visiva di Sorveglianza.

Per quanto riguarda l’Ispezione Tecnica di Sorveglianza, essa è del tutto analoga all’Ispezione Tecnica svolta in sede preliminare o dopo le operazioni di sanificazione. Pertanto, per essa valgono le considerazioni sopra esposte.

Per quanto riguarda invece l’Ispezione Visiva di Sorveglianza, è un adempimento semplificato che può affiancare o sostituire l’Ispezione Tecnica Periodica di Sorveglianza. Come questa ispezione, infatti, ha lo scopo di monitorare nel tempo l’andamento della contaminazione all’interno degli impianti.

Consiste in una semplice rilevazione visiva dello stato interno agli impianti, eseguita da tecnico appositamente formato e qualificato. Egli non svolge alcun rilievo analitico, ma osserva e compila l’apposita check-list fornita dalla normativa vigente, annotando poi l’attività nell’apposito Registro degli Interventi di Manutenzione.

Nel caso in cui i risultati di quest’osservazione fossero dubbi, si dovrebbe procedere con una e vera Ispezione Tecnica di sorveglianza.

La terza e ultima fase del nostro Metodo Garantito di gestione igienica degli impianti di trattamento aria, è quella che punta al più ampio coinvolgimento dei soggetti esposti al rischio aeraulico. È tuttavia una fase eventuale, che viene intrapresa solo con l’assenso della committenza.

È la fase più propriamente informativa e formativa, diretta a tutti quei soggetti che svolgono un’attività a contatto con gli impianti di trattamento aria (addetti, gestori, manutentori, ecc.), o che risiedono più o meno stabilmente nei locali serviti dagli stessi impianti (soggetti esposti). Non esiste un elenco preciso di tali soggetti, perché ogni situazione va valutata nella sua specificità.

In questa fase è data una pubblicità molto ampia al protocollo impiegato, alle soluzioni adottate ed ai risultati ottenuti, attraverso specifiche comunicazioni ai soggetti interessati, avvisi, cartelli da esporre sugli elementi degli impianti o nei luoghi di interesse.

È anche prevista una completa attività formativa diretta a tali soggetti, che viene realizzata attraverso l’organizzazione di Corsi di Formazione e Aggiornamento, tenuti da docenti accreditati di Alisea.

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