Il primo pilastro: il Sistema Integrato di Valutazione, Gestione e Comunicazione del rischio aeraulico

Se si vuole gestire efficacemente un rischio, non è possibile fare a meno di una sua valutazione completa e preliminare.

La prima fase del nostro iter procedurale, pertanto, è proprio quella in cui si valuta il rischio aeraulico, definibile come il rischio associato all’utilizzo degli impianti di trattamento aria.

Questa prima fase è composta da due diverse attività consecutive:

A - L’ANALISI TECNICO-AMBIENTALE

La Fase di Valutazione del Rischio Aeraulico inizia con un’Analisi Tecnico-Ambientale, finalizzata non solo a determinare l’esatta struttura degli impianti, la loro integrità e il loro stato di funzionamento, ma anche le condizioni ambientali interne ed esterne agli edifici e quelle relative alle condizioni di popolazione degli stessi.

Infatti, in questa fase per ciascun impianto saranno presi in esame 46 fattori di rischio.

E’ una fase preliminare strettamente necessaria, che consente di determinare contenuti, modalità e tempistiche di tutte le fasi successive.

B - LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO AERAULICO

Sulla base dell’Analisi Tecnico-Ambientale viene redatto il Documento di Valutazione del Rischio Aeraulico (Air Systems Safety Plan), strumento imprescindibile per poter implementare un efficace sistema di gestione e mitigazione dei rischi.

Sono tre gli elementi fondamentali per la redazione del Documento:

  • l’attività analitica di tecnici esperti, appositamente formati e muniti del più alto grado di accreditamento NADCA (CVI – Certified Ventilation Inspector).
  • una serie di algoritmi di proprietà Alisea, studiati e testati per più anni, che consentono di valutare la rilevanza non solo dei singoli fattori di rischio, ma anche della loro reciproca interazione;
  • un software specifico per il calcolo degli indici di rischio, basato sulla Fuzzy Logic e sviluppato in collaborazione con la Facoltà di ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Pavia.

Nel Documento di Valutazione del Rischio per ciascun impianto sarà delineato un idoneo Piano di Gestione del Rischio (o Piano di Autocontrollo), con la funzione di pianificare e registrare tutte le azioni correttive e di sorveglianza eseguite negli impianti, durante il periodo di vigenza del DVR stesso.

Nel DVR sarà infine delineato anche un idoneo Piano di Comunicazione del Rischio nel quale si procederà alla determinazione delle attività di natura più propriamente informativa e formativa, dirette a tutti i soggetti esposti.

Una volta che nel Documento di Valutazione del Rischio Aeraulico sono stati individuati e valutati tutti i fattori di rischio impiantistico ed è stato delineato con chiarezza il Piano di Gestione con tutte le attività da realizzare, si passa alla vera e propria Fase di Gestione del Rischio Aeraulico, nella quale concretamente saranno pianificate, poste in essere e documentate tali attività.

In questa fase sono previste quattro diverse possibili attività:

A - L’ISPEZIONE TECNICA PRELIMINARE DEGLI IMPIANTI

Il primo adempimento del Piano di Gestione, sarà sempre e soltanto un’Ispezione Tecnica, definita Ispezione Tecnica Preliminare, costituita da operazioni di analisi igienica, finalizzate a comprendere se all’interno degli impianti vi siano contaminazioni di natura chimico, fisica o microbiologica.

Durante questa ispezione per ciascun impianto saranno presi in esame ulteriori 20 fattori di rischio, relativi allo stato igienico delle UTA, della rete di condotte e delle eventuali unità locali.

Le operazioni di Analisi Igienica dovranno essere eseguite da soggetti adeguatamente formati e in possesso della qualifica NADCA ASCS (Air System Cleaning Specialist), sotto la supervisione e direzione di un soggetto munito del grado di accreditamento superiore NADCA (CVI – Certified Ventilation Inspector).

B - LE AZIONI CORRETTIVE DI RIPARAZIONE E MANUTENZIONE

Le prime azioni da intraprendere, se l’analisi Tecnico Ambientale o l’Ispezione Tecnica Preliminare ne hanno evidenziato la necessità, sono quelle di riparazione o manutenzione impiantistica.

Infatti, in presenza di un deficit strutturale dell’impianto (dovuto ad esempio a inadeguatezza o danneggiamento delle sezioni filtranti, a presenza di coibentazione interna deteriorata, ecc.), qualsiasi azione correttiva di natura igienica si possa intraprendere vedrà fortemente limitata la propria efficacia. In questi casi, sanificare l’impianto senza risolvere i problemi che stanno a monte equivale a buttare via il denaro.

Nel Documento di Valutazione del Rischio Alisea indica chiaramente quali sono le azioni correttive di questo tipo da intraprendere e i risultati da ottenere. Alisea però non si occupa direttamente dell’esecuzione di tali operazioni, anche se può coadiuvare la committenza nella scelta del fornitore e procedere alla verifica della documentazione rilasciata al termine degli interventi. In più di vent’anni siamo sempre stati fedeli alla nostra scelta di mantenere un alto grado di specializzazione in un ambito ben delimitato: siamo igienisti aeraulici e da sempre gestiamo unicamente l’igiene degli impianti di trattamento aria, non ci siamo mai dedicati alla loro installazione, riparazione, o manutenzione.

C - LE AZIONI CORRETTIVE DI SANIFICAZIONE (PULIZIA E DISINFEZIONE)

Sempre sulla base delle evidenze raccolte durante la precedente Ispezione Tecnica Preliminare, devono poi essere poste in essere le attività di pulizia e disinfezione (l’insieme delle quali viene definita “sanificazione”) di tutti gli elementi del sistema risultati in cattive condizioni igieniche, adottando le metodologie (certificate NADCA) più appropriate al caso ed all’indice di contaminazione presentato dall’installazione.

Le operazioni di pulizia e disinfezione devono riguardare l’impianto in ogni sua parte. L’intervento deve interessare tutti gli apparati presenti, dalla presa dell’aria esterna fino all’ultimo terminale, considerando sia le condotte di mandata sia quelle di ricircolo. La disinfezione dell’impianto può essere svolta solamente dopo l’avvenuta pulizia meccanica dell’intero sistema.

In particolare, in questa fase devono essere eseguite le seguenti attività:

  • Pulizia e disinfezione totale delle unità di trattamento aria e delle eventuali unità fan-coils.
  • Restauro conservativo di tutte quelle unità di trattamento aria e unità fan-coils, per le quali un un normale intervento di pulizia e disinfezione non basta. Con questo innovativo servizio di Alisea, gli apparati vengono totalmente restaurati, riportando le loro condizioni ad uno stato d’utilizzo simile a quello originario.
  • Pulizia e disinfezione totale delle superfici interne alle condotte aerauliche, dei componenti di linea (serrande, batterie di post-riscaldamento, ecc.) e degli elementi terminali (anemostati, griglie, ecc.).

Anche le operazioni di Sanificazione dovranno essere eseguite da tecnici adeguatamente formati e in possesso della qualifica NADCA ASCS (Air System Cleaning Specialist), sotto la supervisione e direzione di un soggetto munito del grado di accreditamento superiore NADCA (CVI – Certified Ventilation Inspector).

Al termine delle operazioni di sanificazione dovrà essere svolta un’Ispezione Tecnica Conclusiva, durante la quale andranno ripetute le operazioni di analisi igienica svolte in sede di Ispezione Tecnica Preliminare, al fine di comprendere se all’interno degli impianti siano state del tutto eliminate, o invece permangano, contaminazioni di natura chimico, fisica o microbiologica.

Le evidenze raccolte durante l’Ispezione Tecnica Conclusiva svolta al termine delle operazioni di sanificazione, devono confluire in un Rapporto Tecnico di Sanificazione che andrà allegato al Documento di valutazione del Rischio Aeraulico, come prova dell’esecuzione e dei risultati delle attività previste dal Piano di Gestione.

L’obiettivo di questa documentazione è quello di fornire la prova dell’esecuzione delle operazioni di bonifica e dell’ottenimento dei risultati attesi in ordine alla rimozione della contaminazione e al ripristino di un adeguato stato igienico all’interno degli impianti.

D - LE ATTIVITA’ ISPETTIVE DI SORVEGLIANZA PERIODICA

Una volta risolte anche tutte le problematiche di natura igienica, occorre instaurare un idoneo Sistema di Sorveglianza Periodica, che nel tempo consenta di tenere sotto controllo la contaminazione degli impianti.

La ratio di questa fase operativa, che deriva dalla normativa vigente, è quello di riuscire a comprendere quale sia il tempo di recidiva della contaminazione all’interno degli impianti.

Sono due gli adempimenti che, alternativamente, devono essere svolti ogni dodici mesi: l’Ispezione Tecnica di Sorveglianza Periodica e l’Ispezione Visiva di Sorveglianza Periodica.

Ad essi può poi essere affiancato un monitoraggio in continuo delle condizioni igieniche degli impianti (vedi il Terzo pilastro del Metodo Garantito Alisea, il sistema RemotAir®).

Per quanto riguarda l’Ispezione Tecnica di Sorveglianza, essa è del tutto analoga all’Ispezione Tecnica svolta in sede preliminare o dopo le operazioni di sanificazione. Pertanto, per essa valgono le considerazioni a suo tempo esposte.

Per quanto riguarda invece l’Ispezione Visiva di Sorveglianza, è un adempimento semplificato che può affiancare o sostituire l’Ispezione Tecnica Periodica. Come questa ispezione, infatti, ha lo scopo di monitorare nel tempo l’andamento della contaminazione all’interno degli impianti e consiste in un’ispezione documentata degli impianti, con compilazione di un’apposita check-list, eseguita da tecnico appositamente formato e qualificato. Nel caso in cui i risultati di quest’osservazione fossero dubbi, si dovrebbe procedere con una e vera Ispezione Tecnica di sorveglianza.

La terza e ultima fase del nostro schema operativo di gestione igienica degli impianti di trattamento aria, è quella che punta al più ampio coinvolgimento dei soggetti esposti al rischio aeraulico. E’ tuttavia una fase eventuale, che viene intrapresa solo con l’assenso della committenza.

E’ la fase diretta a tutti quei soggetti che svolgono un’attività a contatto con gli impianti di trattamento aria (addetti, gestori, manutentori, ecc.), o che risiedono più o meno stabilmente nei locali serviti dagli stessi impianti (soggetti esposti).

In questa fase è data una pubblicità molto ampia al protocollo impiegato, alle soluzioni adottate ed ai risultati ottenuti, attraverso specifiche comunicazioni ai soggetti interessati, avvisi, cartelli da esporre sugli elementi degli impianti o nei luoghi di interesse.

E’ anche prevista una completa attività formativa diretta a tali soggetti, che viene realizzata attraverso l’organizzazione di Corsi di Formazione e Aggiornamento, tenuti da docenti accreditati di Alisea.

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